Come ci si accorge di avere il diabete ?

Quali sono i sintomi che contraddistinguono il diabete?

Quando una gran parte delle beta cellule presenti nel pancreas sono state distrutte, il nostro organismo non riesce più a regolare la quantità di zucchero presente nel sangue, quindi compaiono alcuni sintomi, visti i quali, il medico potrà sospettare la presenza del diabete.
Di norma la sintomatologia appare all'improvviso ed i principali sintomi riscontrabili nel soggetto sono:

  • Perdita di peso
  • Molta sete
  • Eccessiva minzione (orinazione)
  • Segni di disidratazione
  • Stanchezza, senso di affaticamento
  • Vista offuscata, sfuocata
  • Glicemia alta (iperglicemia)
  • Zucchero e corpi chetonici nelle urine
  • Infezione da funghi agli organi genito-urinari


Perché si verificano questi sintomi?
In un soggetto sano, i reni, che sono due organi presenti nel corpo umano, filtrano il glucosio e quindi non ne permettono il passaggio nell'urina, ma quando la quantità di zucchero nel sangue diventa molto elevata, i reni non riescono più a trattenere tutto lo zucchero e ne lasciano passare una certa quantità.

come ci si acorge di avere il diabete


Con uno dei test presenti nel normale esame dell'urina si riesce a determinare la quantità di glucosio presente e quindi a diagnosticare il diabete. Per smaltire il glucosio in eccesso, è necessario urinare molto e ciò provoca la sete insaziabile, la secchezza della bocca e la disidratazione nel soggetto colpito.

Prevenzione del diabete di tipo 1

Può accadere, ed in realtà si verifica abbastanza di frequente, che le differenze genetiche che rendono ogni uomo un singolo individuo, portino alcuni tessuti o parti del nostro organismo ad assomigliare molto ad alcune componenti o parti di virus, batteri, o comunque di sostanze estranee, a noi esterne e quindi non riconosciute dal nostro sistema immunitario come "nostre", facenti parte cioè del nostro organismo.

Prevenzione diabete di tipo 1


Quindi, quando il nostro corpo è infettato da quel particolare batterio o da quel particolare virus o verrà a contatto con quella specifica sostanza anche per ingestione, il nostro sistema immunitario inizierà a produrre degli anticorpi che, data la grande similitudine, non saranno in grado effettuare una distinzione tra l'agente esterno e la parte dell'organismo a lui simile.
Il risultato di questo errore di scambio sarà la distruzione di entrambe le parti. Questo è ciò che accade nel diabete di tipo 1, il nostro sistema immunitario identifica come "non proprie dell'organismo" le cellule beta del pancreas, quelle cellule designate alla produzione dell'insulina, e le distrugge.

Questa breve introduzione, ci servirà più avanti per capire bene quali sono le difficoltà che si incontrano nella prevenzione, soprattutto del diabete di tipo 1.
La prevenzione generica consiste in una serie di provvedimenti utili a contrastare in modo efficace l'insorgenza o l'evoluzione di una malattia.
Nella teoria, i passi da seguire sono abbastanza semplici, basta individuare la causa di una malattia ed agire su di essa.
Nel caso reale però, specialmente nelle malattie croniche che sovente hanno un esordio insidioso, la prevenzione diventa più problematica.

Innanzitutto si ha un inizio della malattia che solo raramente coincide con l'esordio. Più semplicemente, quando la malattia si manifesta "clinicamente" cioè quando le alterazioni dell'organismo dovute alla malattia stessa sono già in atto e raggiungono livelli tali da generare dei sintomi che siano rilevabili clinicamente, la malattia è già attiva da tempo nell'organismo. Anche in assenza di segnali della sua presenza quindi, la malattia provoca dei danni all'organismo. E' molto utile poter conoscere con precisione in quale fase sia l'evoluzione della malattia in quanto i provvedimenti  preventivi che dovremmo adottare saranno differenti e specifici a seconda della fase d'evoluzione su cui dovremmo applicare questa prevenzione.

Prevenzione primariaLa prevenzione primaria viene attuata quando la malattia non è ancora in atto, consiste in pratica nell'individuare quali sono i soggetti predisposti allo sviluppo della patologia, e di applicare una serie di provvedimenti atti ad evitare l'insorgenza della malattia.
Prevenzione secondaria.La prevenzione secondaria viene invece attuata quando la malattia è già in corso, anche senza che si sia manifestata con dei sintomi, consiste quindi nell'individuare con degli esami quali siano i soggetti che già presentano delle alterazioni dovute alla patologia, e di applicare una serie di provvedimenti finalizzati a bloccare o rallentare l'evoluzione della malattia.
Prevenzione terziaria.La prevenzione terziaria viene attuata quando la malattia si è già manifestata clinicamente con dei sintomi e consiste nell'applicare tutti gli strumenti a disposizione al fine di evitare o rallentare l'insorgenza di complicanze anche croniche della malattia.
Nel caso specifico del diabete mellito di tipo 1 (insulino dipendente) per operare un'efficace prevenzione dovremmo:
  • Identificare i soggetti predisposti all'insorgenza della malattia.
  • Identificare le cause scatenanti la malattia. (fattori ambientali)
  • Conoscere i processi patologici coinvolti nell'evoluzione della malattia.
Nessuno di questi punti è finora stato completamente risolto, tuttavia qualcosa si può fare.
Analizziamo, tenendo conto dei punti sopra descritti, come si può applicare una corretta prevenzione al diabete di tipo 1

Nel primo punto (prevenzione primaria) vi sono delle problematiche relative all'identificazione certa dei soggetti predisposti, in quanto, pur essendo stati individuati alcuni caratteri che identificano i soggetti predisposti, questi caratteri non sono abbastanza specifici, sta di fatto quindi che non tutti i soggetti identificabili come predisposti, svilupperanno poi la malattia. Questa selezione però ci aiuta a sapere quali saranno i soggetti su cui concentrare l'attenzione per sviluppare nuovi e più mirati sistemi di identificazione nel futuro. 

Nel secondo punto (prevenzione secondaria) vi sono invece delle problematiche relative all'identificazione certa dei fattori ambientali (cause scatenanti la malattia) che per questa malattia sono molto eterogenei. Quelli conosciuti appartengono sia al gruppo degli agenti infettivi come alcuni virus, sia a gruppi di componenti di alimenti, anche molto comuni, come alcune proteine contenute nel latte vaccino di mucca.

Nel terzo punto (prevenzione terziaria) infine, vi sono ancora punti oscuri riguardanti la fisiopatologia e l'evoluzione della malattia ma nel complesso sono sufficienti a darci indicazioni precise, utili ai fini preventivi. E' noto infatti che nella parte iniziale della malattia, prima dell'esordio, vi è una fase in cui il processo auto-immune (distruzione delle cellule beta) è già presente. Questa fase può durare anche anni.

Raddoppiate le diagnosi di Diabete nel Regno Unito negli ultimi 20 anni

Uno studio di Diabetes Uk afferma che il numero di adulti e di adolescenti con diabete nel Regno Unito è più che raddoppiato negli ultimi 20 anni, con 3,7 milioni di persone di età pari o superiore ai 17 anni che ora convivono con il Diabete. Il numero è raddoppiato rispetto a quello del 1998 dove erano 1,8 milioni.

Raddoppiano i casi di Diabete


In questo studio non vengono separati diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2 ma da Diabetes UK fanno sapere che entrambe le tipologie di diabete hanno visto le proprie diagnosi aumentare anche se l'aumento è stato maggiore per quello di tipo 2.

Uno dei fattori che ha contribuito all'aumento di questo tipo di diabete è sicuramente dovuto all'aumento dell'obesità che con il diabete di tipo 2 ha una stretta correlazione.
Il diabete di tipo 1 non è associato invece al peso, si tratta infatti di una condizione autoimmune nella quale l'insulina non viene prodotta.
Si presenta già dall'infanzia e rappresenta il 10% dei casi totali di diabete.

Nel diabete di tipo 2 invece viene prodotta poca insulina o l'insulina prodotta non innesca l'assorbimento del glucosio da parte delle cellule del corpo, è collegato all'obesità e in genere viene riscontrato più avanti nell'età. Si stima che il 60% dei casi di diabete di tipo 2 potrebbe essere prevenuto.

I risultati dello studio di Diabetes UK mostrano che in Inghilterra quasi il 7% della popolazione è affetto da diabete.

La Francia :"Non mangiate più la Nutella! C'è l'olio di Palma"

Se non siamo a rischio dell'incidente diplomatico, poco ci manca. La ministra dell'ecologia francese Segolene Royal lancia un monito molto particolare "Non mangiare più Nutella per salvare il pianeta" queste le sue parole in diretta tv. L'attacco ad una delle aziende più grandi a livello italiano non è stato gradito da molti soprattutto perchè si tocca uno dei prodotti più amati dagli italiani: la Nutella.

Qual è il nocciolo della questione? L'olio di palma, di cui abbiamo già parlato. Oltre ai problemi della salute correlati anche al diabete ci sarebbe un problema per l'ambiente.

In realtà sul secondo punto la Ferrero dimostra di essere una delle aziende più etiche da quel punto di vista secondo un rapporto stilato dal WWF. Sicuramente non è finita qui e quest'uscita porterà ad un vero scontro.



Vedremo come si evolverà la situazione.

Olio di Palma causa il diabete

Si parla molto di Olio di Palma ultimamente. E' un olio ricavato dalle palme di olio ed è probabilmente l'olio commestibile più prodotto al mondo (se la gioca con l'olio di soia). E' presente in molti saponi, in alimenti come la Nutella e nei detergenti.



E' un olio dannoso per la salute per diversi motivi: adesso se ne aggiunge un altro, l'olio di palma distrugge le cellule pancreatiche che producono l'insulina e quindi causerebbe il diabete mellito.


Lo studio che ha cercato la correlazione tra Olio di Palma e diabete è stato svolto dalla Società Italiana di Diabetologia in collaborazione con le Università di Bari, Padova e Pisa coordinate dal Professor Giorgino. L'Olio di Palma distruggerebbe proprio le cellule del Pancreas atte alla produzione di insulina squilibrando così la stessa produzione.



Questa ricerca è molto importante soprattutto per quanto riguarda i più giovani. In tanti prodotti industriali per bambini e adolescenti è presente l'olio di Palma e i suoi effetti nocivi potrebbero portare nuovi casi di diabete mellito.

Metformina antitumorale?

La Metformina è un farmaco ampiamente usato nei pazienti con diabete di tipo 2 appartenente alla categoria dei biguanidi.
Come farmaco contro il diabete ha molte caratteristiche positive come quello di tenere sotto controllo l'obesità.

Una recente ricerca italiana dell'Università di Genova coordinata da Barbara Salani hanno scoperto una nuova caratteristica che potrebbe trovare un nuovo utilizzo per questa molecola.
Secondo lo studio infatti la Metformina impedisce alle cellule tumorali di nutrirsi degli zuccheri nel sangue rallentando di fatto la crescita tumorale.



Questa ricerca potrebbe avere molti effetti nel contrasto ai tumori e la Metformina potrebbe essere presto utilizzata in associazione a farmaci antitumorali non solo nei pazienti diabetici.

Fumare in gravidanza aumenta il rischio diabete nel bambino

Sono arrivati i risultati dello studio della Endocrine society sugli effetti del fumo in gravidanza sul bambino. In particolare sulla possibilità che il bambino in futuro contragga il diabete.

Le bambine sarebbero i soggetti più a rischio ed il diabete insorgerebbe tardi (quando il bambino raggiunge la mezza età).



Lo studio infatti ha preso in considerazione persone nate tra il 1959 e il 1967 e hanno notato che l'insorgere del diabete di tipo 2 era maggiore nei casi in cui la madre aveva fumato durante la gravidanza. Tra gli aspetti presi in considerazione c'erano anche razza, occupazione e presenza di diabete nei familiari.